Translate

Visualizzazione post con etichetta Curiosità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Curiosità. Mostra tutti i post

domenica 30 settembre 2018

TORTA COPPA DEL NONNO

Vi è mai capitato di ricevere una telefonata di persone che preannunciano la loro visita , magari nel giro di qualche ora e che sono golose, ma golose molto ma molto più di voi? Io si e spesso il mio cervello pensa e ripensa a cosa posso preparare per offrire e a dire la verità mi piace sempre variare nonostante anche io abbia i miei cavalli di battaglia.
La ricetta che sto per presentarvi l'ho preparata per la prima volta lo scorso anno eppure la posto sul blog soltanto adesso. Devo dire che spesso la ripropongo anche perchè è fatta con ingredienti semplicissimi, che spesso si hanno in dispensa ed è pronta in quattro e quattro otto... a dire il vero è più il tempo che deve riposare in frigorifero per papparla che per realizzarla.
Quando l'anno scorso l'ho preparata non ero proprio convinta del suo gusto, anche perchè personalmente trovo i dolci al caffè, ad eccezione del tiramisù, leggermente stucchevoli ...in parole povere non ne sono una grande fan. Eppure ho voluto provare questa ricetta , quella della famosa coppa del nonno, ma senza l'aggiunta di uova che a me non facevano proprio impazzire e piuttosto che gustarla nelle classiche coppette, ho voluto trasformarla in una torta. Si, una torta con una base di biscotti tipo cheesecake con i biscotti sbriciolati e che non necessita di cottura.
Un successone...una torta che si presenta bassa con una base croccante e una farcia cremosa che al gusto creano un connubio perfetto , soprattutto se la base è al cioccolato.
Insomma provare per credere e visto che non voglio dilungarmi più di tanto, vi lascio di seguito la ricetta , ma prima allacciate il grembiule, azionate il mixer e buona preparazione della torta.


- Difficoltà : facile
- Tempo : 5 ore 
- Costo : € 7


- Ingredienti :
200 g di biscotti frollini al cacao
100 g di burro
1 bustina di vanillina
150 g di caffè 
4 cucchiai di caffè solubile
225 g di latte parzialmente scremato
35 g di farina tipo "00"
90 g di zucchero
350 g di panna già zuccherata da montare

Qualche gheriglio di noce per decorare


- Preparazione:
In un mixer riducete in farina i biscotti, poneteli in una ciotola e aggiungetevi il burro fuso e la vanillina. Mischiate tutto e con l'aiuto di un cucchiaio allivellate bene sul fondo di una teglia del diametro di 26 cm precedentemente foderata con carta-forno. 
Ponete in frigo e preparate nel frattempo la farcia.
In una pentola mescolate insieme prima tutti gli ingredienti solidi , quindi : lo zucchero, la farina e il caffè solubile; aggiungete poi mescolando sempre una frusta prima il caffè e poi il latte . Ponete la pentola sul fuoco a fiamma bassa e continuate a mescolare proprio come se fosse una normale crema. Appena si rapprenderà spegnete e lasciate raffreddare coprendo la superficie della crema con la pellicola, in modo tale che non secchi e formi i grumi .
Quando sarà fredda mescolate molto delicatamente dal basso verso l'alto la panna precedentemente montata, tenendone da parte qualche cucchiaio per la decorazione  . Livellate sui biscotti e ponete in frigo per almeno 4 ore .
Prima di servire ponete sul piatto da portata e cospargetela con del cacao amaro, qualche ciuffo di panna e dei gherigli di noci.

- Occorrente :
Mixer , teglia 26 cm di diametro, pellicola , pentolina , carta-forno, frusta.

sabato 15 febbraio 2014

LA RIVISTA, IL LIBRO E IL PREMIO...QUEI FANTASTICI TRE

Questo post oggi non è per presentarvi una ricetta, ma 3 cose altrettanto importanti, che ruotano intorno al mio blog ( una forse un pò meno, ma non potevo non menzionarla , mi rende orgogliosissima).

Che dite vado in ordine e non mi dilungo ? Sia fatto.






Ieri San Valentino, festa degli innamorati, è uscito lo speciale di Zero7 Magazine, per cui scrivo ( ovviamente sulla rubrica di cucina) e volevo lasciarvi il link ... che bello, tutto improntato sull'amore...solo che dovremmo ricordarcene ogni singolo giorno ed ogni singolo istante della nostra vita ! Cmq bando alle ciance vi lascio il link e mi raccomando ...andate a dare una sbirciatina, poichè romantici possiamo esserlo sempre. 











E a proposito di San Valentino e di romanticismo...cosa c'è di più romantico ed avvincente di una bellissima storia d'amore? Proprio quella raccontata in un libro, e lo devo dire con sommo orgoglio la scrittrice è mia cugina , da leggere tutto d'un fiato , per capire l'evolversi della storia. Un quarantenne che sposa una giovane universitaria, ma che si rivelerà un uomo burbero e violento...e lei che per sfuggire al suo aguzzino si rifugia tra le braccia di Roberto ...l'uomo giusto al momento giusto. Un'intera vicenda che tiene tutti con il fiato sospeso, dove si intrecceranno colpi di scena a fatti suggestivi e realmente accaduti nei nostri giorni ( il naufragio della Concordia).
Credetemi, sarete fisicamente e psicologicamente presi dal romanzo, perchè chi scrive e sa scrivere bene , a prescindere dal genere, è una persona che ha cultura , che spazia dall'arte alla storia , dalla politica alla geografia, fino a toccare le corde del cuore.


Ed in ultimo, ma non per questo meno importante, devo ringraziare una persona stupenda che ho conosciuto nel mondo dei blog e che mi ha dedicato un premio . Una persona con cui abbiamo in comune il modo di identificarci , ovvero, "buone patologiche" ...oltre che alla testardaggine.  Sono contentissima di averla tra le mia amicizie e anche stavolta invito tutte a dare un'occhiata al suo blog http://milemuamakeup.blogspot.it/ che tratta appunto di make-up, ricco di consigli e di idee al passo con i tempi!!!!
Ecco il premio che mi ha donato 


Per prima cosa dovrei elencare 7 cose di me...vediamo un pò non me ne viene in mente nessuna...ah si, ecco !!!
 1) Sono una buona patologica, ma anche una testarda DOC ( infatti come spesso mi ricordano mio padre e mio marito, l'ultima parola deve essere sempre la mia)
2) Il motore della mia vita è la mia famiglia , senza non potrei esistere , nè come persona, nè come blogger
3) Mi piace cimentarmi in varie cose...sono un pò una tutto fare per la serie "impara l'arte e mettila da parte"
4)Adoro leggere, scrivere...ma soprattutto disegnare e dipingere ... e non bene come , dove e quando, io trova il tempo per farlo...
5) Amo stare in mezzo alla gente, ma soprattutto ridere, ridere, ridere...se ridere fa buon sangue il mio credo che sia ottimo
6) Ahimè dovrei pardere non qualche chiletto, ma qualcosina in più...ma con un blog di cucina chi sa dirmi come si fa?
7) Infine amo la vita, che spesso si complica, ma proprio per questo mi fa sentire viva...

E dopo questa bella sviolinata, dovrei girare il premio ad altri 15 blog , ma non me ne voglia nessuno, io lo dedico a tutti i blog che seguo, perchè ognuno mi ha insegnato qualcosa , e con ognuno ho condiviso un pezzo della mia vita....
Ma che ore sono...ops è tardissimo devo correreeeeeeeeeeeeeeee !!!!!!!!!
Alla prossima, un bacio....come dire al volo, Imma. 

martedì 11 giugno 2013

Frutti di stagione: Le Ciliegie

Oggi percorrendo la nostra passeggiata nei frutti e prodotti di stagione,voglio soffermarmi su quello che secondo me è la regina di questo periodo,un frutto dal sapore unico,che piace a grandi e piccini e che quando si inizia a mangiare una tira l'altro, CHI E'?
Ma è ovvio è la ciliegia.
Le ciliegie sono il frutto di un albero appartenente alla famiglia delle Rosacee che tutti conosciamo col nome di ciliegio (Prunus avium).
La pianta delle ciliegie è presente nella zona mediterranea da circa 3000 anni, le prime notizie a riguardo arrivano dall'Egitto,il nome però deriva dal greco Kérasos che poi ha originato il nostro "cerasa", il portoghese "cereja",lo spagnolo "cereza",il francese "cerise" e l'inglese "cherry". Plinio il vecchio ci dice che venne importata dall'attuale Turchia a Roma nel 72 a.C. e da qui la coltivazione si diffuse in tutto l'impero.Nel 1400 questo frutto ebbe anche l'onore di essere rappresentato in diversi quadri di soggetto sacro e vanta anche un santo patrono: san Gerardo dei Tintori la cui ricorrenza cade il 6 Giugno.Sono citate anche i poesie di Garcia Lorca e di Pablo Neruda e protagoniste di vari detti popolari,nel 1700 se ne diffonde la coltivazione in tutta Europa e nel 1933 si ha notizia della prima sagra dedicata alla ciliegia svoltasi a Marostica.
Il ciliegio fiorisce in primavera in contemporanea con la comparsa delle foglie ed il suo aspetto, nel pieno della fioritura,è qualcosa di incantevole per la vista.Le ciliegie si dividono in due specie ben distinte:dolci ed acide. Le ciliegie dolci si dividono a loro volta  in due sottofamiglie che sono rispettivamente le duracine e le tenerine; quelle acide si dividono invece in tre sottofamiglie che sono le marasche,le amarene e le visciole.Il periodo di maturazione varia a seconda del tipo di ciliegia ma possiamo affermare che quasi tutte maturano nel periodo compreso tra maggio e Giugno.
Le specie di ciliegie più diffuse sono:

Ciliegia Bigarreu: è la più precoce come maturazione e di solito la si trova in vendita già dalla prima metà di Maggio.

Ciliegia Durone: è un tipo di ciliegia molto pregiato, a detta di molti la migliore;presenta una polpa dura e compatta dal gusto particolarmente dolce e gsutosa,colore scuro e grosse dimensioni.Matura a fine Giugno.

Ciliegia Ferrovia: sono molte diffuse in Puglia e sono caratterizzate da una polpa molto succosa;anche loro maturano in Giugno.

Ciliegia Marca: anche queste ciliegie,come i duroni,hanno una polpa molto compatta ma il loro colore e rosso giallognolo; per le loro caratteristiche vengono spesso utilizzate per la preparazione di conserve (ciliegie sotto spirito e sciroppate).

Ciliegia Anella: ottime ciliegie dal colore rosso acceso e dalla polpa croccante sono disponibili da fine Maggio.

COMPOSIZIONE  E PROPRIETA' DELLE CILIEGIE
Le ciliegie sono composte per l'80% circa da acqua,zuccheri,proteine (piccola percentuale),vitamine A e C,potassio,fosforo,calcio,ferro,sodio e magnesio.Da evidenziare la presenza del levulosio,uno zucchero che non ha controindicazioni per i diabetici che quindi possono approfittare dell'occasione per mangiare qualcosa di dolce e salutare.La ciliegia fresca ha proprietà depurative e disintossicanti,oltre a quelle diuretiche e lassative che fanno della ciliegia un frutto molto utile in caso di gonfiore a livello addominale.Grazie alla presenza dei flavonoidi,in combinazione con le vitamine A e C,l'assunzione di ciliegie stimola la produzione di collagene,apportando così innumerevole benefici alla nostra pelle. da sottolineare la presenza di acido malico,che,con le sue proprietà, è in grado di favorire la digestione degli zuccheri e l'attività epatica.

LEGGENDE SULLA CILIEGIA
Su questa pianta è fiorita una ricca serie di miti un po in tutto il mondo. Nella mitologia greca era la pianta sacra a Venere e i suoi frutti pare portino fortuna agli innamorati.In Sicilia si dice che le dichiarazioni d'amore fatte sotto un ciliegio saranno sempre fortunate. Le leggende sassoni raccontano che gli alberi di ciliegio ospitino delle divinità che proteggono i campi.In Finlandia si dice che il colore rosso di questo frutto è il simbolo del peccato.Nel folklore inglese pare che sognare un albero di ciliegie presagisca sfortuna mentre se ci spostiamo a oriente in Cina rappresenta la bellezza femminile e il Giappone ne ha fatto il fiore simbolo nazionale fornendo anche una spiegazione per il colore rosa dei suoi fiori:sembra che in origine fossero bianchi ma dopo che i samurai caduti in battaglia vennero sepolti sotto gli alberi di ciliegio i petali divennero rosa a causa del sangue dei valorosi guerrieri;anche i samurai che decidevano di suicidarsi pare che scegliessero da farlo proprio sotto questi alberi.













   

 



mercoledì 22 maggio 2013

Dov'è nato il Babà ?

re Stanislao Leczinsky
Da sempre il Babà è considerato uno dei dolci classici della tradizione napoletana, ed anch'io come la stragrande   maggioranza delle persone lo ritenevo tale.
Ma il Babà sarà napoletano,si o no?
Questa risposta l'ho avuta qualche mese fà,quando una mia cara cuginetta mi ha regalato un libro sulla pasticceria napoletana , con cenni storici e sorpresa delle sorprese lì l'amara scoperta. Il Babà non è napoletano ma polacco.
L'invenzione del Babà infatti viene generalmente attribuita a Stanislao Leczinsky, re di Polonia, raffinato "gourmet" e appassionato lettore delle "Mille e una notte".
Tra i tanti personaggi di quella sterminata raccolta di novelle,fu maggiormente colpito dal protagonista del racconto di "Alì Babà e i quaranta ladroni". Così, quando inventò quel suo dolce morbido e soffice,tutto intriso di rhum, lo intitolò al sue eroe preferito.
Il babà fu introdotto a Parigi all'inizio dell'ottocento dal famoso cuoco-pasticciere Sthorer,che l'aveva visto manipolare nelle cucine di Luneville,dove si  era rifugiata in esilio la famiglia reale polacca.
A tempo record divenne la specialità della sua pasticceria parigina di Rue Montorgueil. Le ordinazioni fioccavano fittissime e dalla bottega di "maitre" Sthorer i morbidissimi babà,che si vendevano da due a sette  e perfino otto franchi l'uno,uscivano a valanga.
Ma come sono arrivati a Napoli?, I grandi signori napoletani dell'ottocento spedivano a Parigi,quando non li accompagnavano, i propri cuochi per farli erudire sulla "Haute cuisine". Così rientrando in patria, vi diffusero,con clamoroso successo,il babà.



martedì 7 maggio 2013

Frutti di stagione:LE FRAGOLE

Oggi cari amici voglio parlarvi di un frutto facilmente reperibile in questo periodo che adoro, le Fragole.
La fragola (Fragaria vesca) è un frutto originario delle zone alpine europee, dell'America del nord e del sud. I romani la apprezzavano particolarmente e grazie al suo profumo intenso la chiamarono fragrans. Venivano consumate specialmente nel periodo delle festività in onore di Adone; secondo la leggenda, infatti, alla morte di Adone, Venere pianse lacrime che, cadute a terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi (le fragole). Le fragole coltivate fino al diciottesimo secolo provenivano da specie europee o nordamericane; in seguito però si creò un ibrido con specie provenienti dal Sudamerica, da cui hanno origine tutte le varietà attualmente coltivate. Attualmente la produzione mondiale di fragole è di circa 3,5 milioni di tonnellate; l'Italia, con 190.000 tonnellate, è uno dei principali produttori.


Le fragole sono frutti molto graditi, per forma, profumo e sapore. Oltre a essere consumate fresche, sono utilizzate anche per la preparazione di creme, confetture, marmellate, sciroppi, sorbetti e succhi. Sono reperibili da aprile a giugno; le prime a comparire sono le cosiddette fragoline di bosco. Spesso non si tratta di frutti realmente di bosco, ma di fragole coltivate in serra. In ogni caso non ci sono differenze nutritive fra fragoline di bosco e fragole. Le fragole possono provocare fenomeni di allergia e pruriti, specialmente se si consumano frutti non completamente maturi. Prima del consumo vanno lavate attentamente, anche perché crescono a contatto con il terreno e possono perciò trattenere microrganismi e antiparassitari. 

                                                 Le fragole nell'orto
La presenza delle fragole negli orti amatoriali è abbastanza comune; uno dei motivi è sicuramente da ascriversi al fatto che esistono così tante cultivar di questa pianta che la sua coltivazione non richiede situazioni climatiche particolari. In linea generale, le fragole amano climi freschi e ventilati. Da un punto di vista colturale si possono distinguere fragole estive (la cui raccolta avviene nel trimestre maggio-luglio) e fragole rifiorenti (le rifiorenti sono quelle piante che possono fruttificare a più riprese fino a quando il clima non si fa più rigido; generalmente si raccolgono da maggio fino a ottobre). Fra le diverse varietà estive si ricordano la Gorella, la Noble, la Regina di Verona, la Belrubi, la Pocahontas, la Redgauntlet e la Senga sengana; tra le varietà rifiorenti troviamo invece l'Abbondanza e la FlorikaAnche riguardo al tipo di terreno, la fragola mostra una certa adattabilità, predilige però i terreni fertili, sciolti e con un buon drenaggio; il pH ideale oscilla tra 6 e 6,5, ma non ha particolare problemi nemmeno se coltivata in terreni neutri o lievemente alcalini.La parte di terreno destinata alla coltivazione delle fragole deve essere preparata alcuni mesi prima della semina (preferibilmente nell'autunno precedente la semina); tale preparazione consiste sostanzialmente nella fertilizzazione per la quale ci si avvarrà di stallatico maturo (3 kg circa per ogni metro quadrato di terreno).La riproduzione delle fragole per seme non è agevole, quindi è preferibile iniziare la coltivazione con delle piantine da acquistare nei negozi specializzati o in un vivaio. Le piantine devono essere interrate in file tra loro distanti circa 70 cm; la distanza sulla fila fra pianta e pianta dovrà essere di circa 25 cm. L'impianto delle fragole dovrebbe essere effettuato in agosto; in tal modo saranno sviluppate quanto basta da affrontare il freddo invernale ed essere pronte alla fruttificazione nel mese di maggio.Non è necessario effettuare concimazioni durante il periodo vegetativo se il terreno è stato ben preparato in precedenza, tuttavia, chi desidera comunque integrare, può distribuire, nel mese di gennaio, del solfato di potassio in ragione di circa 15 g per metro quadrato di terreno. Altre integrazioni possibili da effettuarsi periodicamente sono quelle con concimi chimici a base di fosforo e potassio oppure con cenere di legna. Chi ha scelto di coltivare le fragoline di bosco può effettuare, ogni quindici giorni, a partire dal momento in cui spuntano i fiori, fertilizzazioni con prodotti liquidi per pomodori.Oltre alla concimazione vi sono altre lavorazioni da effettuare al fine di garantire un ottimo sviluppo delle fragole, ci riferiamo in particolar modo alla pacciamatura che, oltre a proteggere le fragole da eventuali gelate tardive, servirà a ridurre la crescita delle infestanti (che man mano che passa il tempo vanno sempre rimosse) e a mantenere umido il terreno.Per quanto concerne l'irrigazione, è noto che le fragole siano piante con un notevole fabbisogno idrico; per uno sviluppo ottimale è bene evitare loro qualsiasi stress idrico, sia durante la fase della fioritura sia durante quelle di maturazione e raccolta. Quanto alla metodica di irrigazione, è consigliabile evitare quella a pioggia in quanto può favorire l'insorgenza di patologie fungine; si ricorra piuttosto a un'irrigazione a giorni alterni attraverso una manichetta forata da posizionarsi sotto la pacciamatura, badando bene di evitare ristagni idrici.La raccolta delle fragole si effettua da maggio ad agosto; chi ha effettuato le coltivazioni in coltura protetta riesce generalmente a effettuare la raccolta con un certo anticipo. Certe varietà consentono, come detto, più raccolti. Le fragole vanno raccolte a mano staccandole dal peduncolo. Come nel caso di altre piante, anche le fragole sono soggette a varie avversità. Le fragole coltivate, tra l'altro, sono più soggette agli attacchi parassitari di quanto non lo siano quelle selvatiche. Tra le patologie più importanti che possono interessare le fragole vi sono la muffa grigia, l'antracnosi e il mal bianco. Tra i parassiti i più comuni si ricordano gli acari e gli afidi.

venerdì 12 aprile 2013

GLI ASPARAGI SELVATICI

Siamo in Primavera e come già detto in un post in precedenza la natura in questo periodo ci regala tanti prodotti che crescono in modo spontaneo nei nostri boschi e che fanno capolino nelle nostre cucine permettendoci di preparare tante gustose ricette. Una di queste prelibatezze è l'asparago selvatico molto diffuso dalle mie parti e di cui mio padre è un'approfondito conoscitore.

L'asparago selvatico è una pianta erbacea pluriennale conosciuta con il nome scientifico di "asparago comune",appartenente alla famiglia delle Liliaceae,sottofamiglia Asparagoideae,che produce numerosi germogli (turioni) che se lasciati crescere si sviluppano in fusti molto ramificati,alti fino a due metri. La pianta dell'asparago è caratterizzata da radici rizomatose (le cosidette zampe) di durata pluriennale,che danno origine a germogli chiamati scientificamente turioni (la parte commestibile),che presentano pseudofoglie chiamate cladodi.Questi turioni sono di dimensioni abbastanza ridotte nella circonferenza,ma maggiori in altezza rispetto a quelli coltivati, e sono usati ancora oggi in cucina e ricercatissimi dagli intenditori,anche se difficili da reperire. I germogli dell'asparago selvatico si raccolgono in primavera (Da marzo a Maggio); in genere si trovano seminascosti sotto le siepi,sui dossi,ai bordi delle radure.Sono più sottili di qualunque varietà coltivata (diametro medio alla base: 7-8 mm),di un colore che varia dal verde chiaro al verde scuro,quasi violaceo nella parte terminale.Da questa pianta sono poi derivate,da tempo immemorabile,tutte le varietà di asparago coltivate,il termine "asparago" forse deriva dal persiano çperegh ( che voleva dire punta) o dal sanscrito aspargos ( che significa germoglio).

- L'asparago nella storia:
L'asparago è originario delle regioni del Mediterraneo orientale,dove è conosciuto fin dall'antichità,quando veniva usato solamente come pianta medicinale,tanto che Linneo lo ha chiamato officinalis. Disegni dei turioni di asparagi compaiono già nelle piramidi di 5000 anni fa, per cui viene attribuita agli Egizi la diffusione di questa pianta nel bacino del Mediterraneo.
Era noto anche ai Greci (asparagòs) e ai Romani (asparagus),che lo avevavo consacrato a Venere;ne parla per primo il greco Teofrasto,nella sua "Storia delle piante" (300 A.C.),seguito poi a Roma da Catonenel "De agricoltura" e via via Plinio,Columella,Giovenale,Aulo Cornelio Celso,fino a Galeno,che ne fecel'elogio dal punto di vista medicamentoso,esagerando anche un poco nel ritenerlo capace di azione afrodisiaca e utile rimedio contro il morso dei serpenti.
Sempre i Romani,ne parlano anche come raffinato alimento;infatti Giulio Cesare,ospite a Milano di Valerio Leone,mangiò asparagi con una salasa detta "miron" e criticò gli altri ospiti che non rinunciarono a condire gli asparagi con olio,secondo l'uso antico.Apicio ci insegna ad usarlo in cucina anche essiccandolo,per poterne disporre tutto l'anno.Nel Medioevo lo troviamo citato dal Platina nel suo "De honesta voluptate et valetudine",dove chiarisce che sono buoni conditi con olio,sale e aceto.Si cita anche la ricetta del fiorentino Soderini che visse nel 1500,che prevede una bollitura degli asparagi e poi "scolati e infarinati si frigghino nella padella".In epoca recente e ai giorni nostri la storia dell'asparago riguarda quasi esclusivamente la varietà coltivata,anche se la ricerca e l'uso in cucina di quello selvatico non è mai tramontata,infatti ancora oggi in primavera nei nostri boschi si incaontrano gruppi di raccoglitori che vanno alla ricerca di questa apprezzata verdura.

- Proprietà medicinali:
Per la presenza dell'acido amminosuccinamidico l'asparago ha azione diuretica,ma è controindicato ai sofferenti di calcolosi renale,ai gottosi e nelle artropatie gottose,poiché contiene una elevata quantita di purine (acido urico) e una modesta quantità di acido ossalico. Per il suo contenuto in cellulosa è invece indicato nelle stipsi croniche e nelle coliti spastiche.

- L'asparago in cucina:
L'asparago selvatico in virtù del suo gradevole sapore,a volte un poco amarognolo,e della difficoltà del suo reperimento,è molto apprezzato in cucina dagli intenditori,che lo utilizzano per fare ottime zuppe caserecce,ma anche nei risotti,nelle minestre,nella preparazione di sughi per paste asciutte,mentre dopo averlo appena sbollentato lo condiscono semplicemente con olio e limone.Avendone a disposizione una certa quantità si possono  usare anche ripassati in padella con olio e aglio.





martedì 26 marzo 2013

Funghi di Primavera " Le Spugnole"

Cari amici la primavera è arrivata (anche se da me il tempo fa ancora un pò le bizze) e come tutti sappiamo in questo bellissimo periodo la natura si risveglia ed inizia a regalarci tante delizie, gustose e colorate, che vanno ad arricchire le nostre cucine e le nostre tavole. Tra queste ci sono anche tanti prodotti che si possono trovare in natura in quanto crescono in modo spontaneo  come Asparagi selvatici, Cicorie selvatiche etc. etc.. Ma oggi voglio parlarvi di un fungo che dalle mie parti fa capolino in questo periodo e che mio padre, grande appassionato, ha raccolto proprio sabato scorso, la Morchella o più volgarmente conosciuta come "Spugnola". Si sa il momento migliore per raccogliere funghi è decisamente quello di fine estate inizio autunno, ma anche in primavera è possibile trovarne di commestibili , anche se poco conosciuti.Tra questi ci sono appunto le spugnole, funghi molto particolari per l'aspetto ed abilissimi nel mimetizzarsi.




Spugnole appena raccolte



        Classificazione scientifica
         Dominio             Eukaryota
         Regno                Fungi
         Divisione           Ascomycota
         Sottodivisione   Pezizomycotina
         Classe               Pezizomycetes
         Ordine                Pezizales
         Famiglia            Morchelaceae
         Genere              Morchella
          Nome Comune          Spugnola



La Morchella o Spugnola è un genere prettamente primaverile,che (nelle nostre zone) dovremmo ricercare su terreno sabbioso-argilloso, umido,spesso ai margini di fossi o in presenza di depressioni del terreno . E' un fungo di dimensioni medio-grandi ( dagli 8 ai 20 cm); il cappello si presenta con forme ovoidale-conica dall'apice arrotondato, a volte appuntito e caratterizzato dalla superficie alveolata in maniera non regolare. Il colore varia in genere dal bruno-giallastro al bruno-chiaro con tonalità biancastre sulle sottili costolature che assumono tonalità bruno-ocra a maturità. Il gambo è subcilindrico, molto fragile,cavo,ingrossato alla base dove si presenta  solcato o addirittura costolato di colore bianco latte con chiazze ocracee.


In Cucina

La carne è piuttosto elastica e dal sapore dolce e commestibile . E' inserito,dopo adeguata cottura come tutte le Morchelle( per presenza nella loro carne di principi tossici termolabili) nell'elenco dei funghi ammessi alla vendita edito dal Ministero della Salute. Le Spugnole risultano essere ottime per sughi,risotti e frittate ( io le preferisco con gli spaghetti in bianco insieme alla pancetta e agli asparagi selvatici). Dopo essere state raccolte e sbollentate in tempi abbastanza brevi possono essere tenute in congelatore per qualche tempo.


P.S. Mi raccomando però con i funghi non si scherza e se non siete sicuri di quello che avete raccolto potete sempre rivolgervi al centro micologico dell'asl di vostra competenza o altrimenti lasciate perdere.





















sabato 16 marzo 2013

Alice fritta nel paese delle meraviglie

Un blog,non è come un libro,che possiamo toccarlo e odorarne le pagine......è più virtuale ed occorre allora, per sentirlo più nostro, un pizzico di fantasia.
Immagino le ricette come trame dei film,dove si intrecciano amori, suspance e mille colpi di scena.Le colonne sonore sono offerte poi dalla mia mitica batteria di pentole, con tutti gli utensili occorrenti.
Insomma la cucina è fantasia,dove l'essenziale non è la trama, ma il gusto di quello che si fa e per chi lo si fa.
A proposito di fantasia, tra i miei innumerevoli libri, c'è la riadattazione della favola "Alice nel paese delle meraviglie" da parte di Giobbe Covatta.... ve la riporto,così che anche voi potrete leggerla e farvi due risate.


ALICE FRITTA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

(favola tratta dalla prefazione di Giobbe Covatta, per il libro di Patrizio Rispo "Un pasto al sole")

Sei pronto? e allora vai, segui il Bianconiglio all'ischitana che,circondato dalle olive,corre gridando " è tardi, ho fretta!" e sparisce in un buco troppo piccolo per te. E allora tu mangi una forchettata di funghi trifolati e voilà, diventi piccolo piccolo e gli corri dietro, proprio mentre passa il Capperaio matto, un buffo signore amante dei capperi che va in giro con una sveglia ferma appesa al collo. E tu gli chiedi a cosa serva, e lui ti spiega che quello è l'unico orologio che funziona in cucina,dove non si deve mai avere fretta. "Ora sto facendo il ragù- dice il Capperaio- e non voglio neanche sapere da quanto bolle!".
E intanto ecco che nella sua cucina arriva il Bianconiglio,che si leva maliziosamente la pelliccia  
e si tuffa nella tiella di terracotta accanto al ragù. E mentre il Capperaio aggiusta di sale si sente una risata: è il grasso Magnagatto, un gattone che fa apparire e sparire la fame a suo piacimento. E mentre tu lo guardi ecco che in cucina entrano due strani vitelli siciliani che fanno uno il contrario dell'altro: infatti uno è andato e l'altro è tonnato.
Adesso in cucina c'è una  grande confusione, perché il Bianconiglio e quasi cotto ma reclama il suo contorno, e subito si scatena la guerra delle insalate: la lattuga sta quasi per avere la meglio ma ecco che arriva l'insalata di rinforzo e riequilibra le posizioni. Arriva la Regina e, guardando la Lepre marzolina,che vorrebbe in spezzatino,urla "Tagliatele la testa!" e poi si mette a giocare una partita di croquet di patate.
La confusione cresce: passano in parata maccheroni, penne rigate,fusilli e ziti in festa per il matrimonio tra le vongole e gli spaghetti e tra gli invitati che festeggiano ci sono anche due "di fuori": una Genovese e una Parmigiana, mentre il gruppo musicale Frienn' magnann' anima la festa al suono di una cialda, ma ripiena di crema gialla.Intanto schiere di Pasticcieri Pasticcioni cuciono dolci e torte, babà, sfogliatelle, pastiere, struffoli, zeppole e anche di più, perché le occasioni di non compleanni sono infinite e se non bastassero si possono festeggiare anche i non matrimoni, i non battesimi, e i non anniversari!
E in questo tripudio di odori e sapori,caro lettore,alla fine ti addormenterai sotto un albero di salsicce e friarielli,con questo libro aperto sulla pancia..... E al risveglio sarai sazio e felice,tanto, per perdere il sorriso,basterà passare davanti a un fast food.


martedì 5 marzo 2013

LA LEGGENDA SULLA NASCITA DELLA PASTIERA

Statua della sirena Partenope in una piazza di Napoli 

La pastiera è uno dei dolci pasquali napoletani per antonomasia, famosa in tutto il mondo e dal gusto inconfondibile. Non si conosce la vera datazione della sua nascita , ma i napoletani ricchi di fantasia hanno deciso di crearvi intorno una magnifica leggenda , narrando che siano stati gli stessi dei a inventarla.
La  sirena Partenope , bellissima e dal canto melodioso , dimorava nel Golfo di Napoli, tra il Vesuvio e gli scogli di Posillipo. Una volta l'anno con l'arrivo della primavera ,  si dice che omaggiasse i napoletani con il suo canto. In particolare un anno , la sua canzone fu così dolce e piena di parole d'amore verso la città che la popolazione decise di omaggiarla con dei doni. 
In riva al mare , le sette fanciulle più belle, prese a sorte, le recarono quelli che allora erano i doni più preziosi che la terra producesse : farina , ricotta , uova , grano tenero, zucchero , spezie , e i fiori d'arancio.
Dall'alto gli dei ne furono così entusiasti che decisero di mettere insieme tutti questi doni, e dalla loro mescolanza venne fuori la pastiera napoletana.

sabato 9 febbraio 2013

CURIOSITA'

Il Carnevale affonda le sue origini già 4000 anni fa con gli antichi egizi,ma assume il suo senso attuale con i romani, che con i riti Saturnini si mascheravano ( sia schiavi, che padroni) e non vigevano più regole.
Il cristianesimo poi ha voluto marcare ancora di più il suo significato ( infatti Carnevale dal latino significa " carne da levare") nel festeggiarlo il giorno prima delle ceneri.
La gastronomia italiana propone piatti tradizionali fritti e corposi, molti dei quali a base di carne di maiale. Infatti in molte regioni,soprattutto quelle meridionali la sua caratteristica in cucina è quella di lasciarsi andare con pasti luculliani: sulla tavola sfilano come tradizione primi piatti a base di corposi sughi rossi con abbondante salsiccia, pirofile di lasagne con ragù, polpettine, fior di latte e tanto altro ancora, panzerotti di pasta fritta con pomodori e mozzarella.
Le migliori ricette però restano quelle dei dolci fritti tra cui le castagnole nelle sue tante varianti, le frappe o stracci o chiacchiere o cenci che dir si voglia e la cicerchiata tipica del centro Italia.
Che dire: Pancia mia fatti capanna!



CARNEVALE
Carnevale vecchio e pazzo,
si è venduto il materasso
per comprare pane e vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all'improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Cosi muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato 
e di polvere è tornato

Gabriele D'Annunzio

giovedì 31 gennaio 2013

CURIOSITA'

Il coniglio,viste le qualità nutritive della sua carne, è un'ottima alternativa alle carni rosse,infatti oltre ad un'alta percentuale di proteine, ha un basso contenuto di grassi e colesterolo,ma un alto apporto di ferro.
Nel momento dell'acquisto è bene scegliere un esemplare che non superi i 3 mesi d'età.
Come si riconosce?
Per prima cosa dal peso,che si aggira intorno a 1,5 Kg, dall'aspetto roseo della carne, il grasso bianco ed il fegato dal colore chiaro ed uniforme,privo di macchie, e dalle ossa che sporgono al di sopra della spina dorsale.Calcolando il peso delle ossa,ogni porzione si aggirerà intorno ai 250 g a persona. Con queste caratteristiche il coniglio si presta a tutti i tipi di ricette,ma fate attenzione: se è un esemplare macellato tra i 4 e i 12 mesi si può cucinare a "civet" e in "salmì" (ovvero 2 cotture in umido), se è macellato oltre l'anno di età possiamo farne solo patè.
Quindi occhi bene aperti quando facciamo la spesa!

lunedì 28 gennaio 2013

CURIOSITA "PAN DI SPAGNA"

Vi siete mai chiesti : perchè il pan di Spagna si chiami così e dove affondano le sue origini? State un pò a sentire....
A metà del secolo XVIII la Repubblica di Genova inviò in Spagna , per fini commerciali, alla corte del re Ferdinando IV detto il Savio, il Console Marchese Pallavicini. A quei tempi , durante questi spostamenti, era soliti portarsi dietro oltre ai vari consiglieri diplomatici , anche tutto il personale di casa, e il Marchese non fu da meno.
Una sera durante una cena di gala , in cui fu invitato anche il sovrano spagnolo , Pallavicini chiese al suo pasticciere Giovan Battista Cabona di preparare un dolce d'effetto che avrebbe stupito tutti.
Il giovane modificò leggermente la ricetta genovese del Genoise ( nome con cui ancora oggi in tutto il mondo viene riconosciuto il pan di Spagna) e presentò un dolce semplicissimo , soffice e dal gusto delicato.
Il re Ferdinando IV ne fu estasiato e fu così che in onore dell'ospitalità ricevuta venne ribattezzato Pan di Spagna.
Il genio e la semplicità italiana ancora una volta si sono fatte largo nella storia .
                               
         

venerdì 25 gennaio 2013

CURIOSITA' CAPRESE

Ma lo sapete come è nata la torta Caprese, una delle delizie nostrane più apprezzate al mondo?

La torta Caprese nasce per l'appunto a Capri e la sua creazione risale agli anni venti del secolo scorso, ad opera del cuoco Carmine Di Fiore.
Si dice,che stesse preparando una torta alle mandorle per 3 malavitosi americani,giunti a Capri per questioni di affari da parte di Al Capone.
Il cuoco dimenticò di mettere all'interno del dolce la farina,e quello che credeva essere un disastro, si rivelò la sua vera fortuna, fu allora che decise di battezzarla con il nome Caprese è inizio a produrla.


mercoledì 23 gennaio 2013

CURIOSITA'

Sapevate che al mondo esistono circa 120 mila varietà di riso e ogni anno ne vengono prodotte 500 milioni di tonnellate?.
In Italia è arrivato solo nel XI secolo e per alcuni secoli venne utilizzato come pianta medicinale. I primi a trovarne impiego in cucina furono gli Aragonesi, che  a Napoli crearono il famoso " Sartù di riso", da qui poi si espanse fino ad arrivare in tutto il resto della penisola.
Svariate le varietà e svariati i modi per poterlo cucinare ma 4 sono le più utilizzate:

- SEMIFINI: ( Vialone Nano, Maratelli,Romeo) ideali per la cottura a forno,che varia dai 13 ai  15 minuti.

- FINI: (Roma,Ribe,Ringo,Sant'Andrea) si prestano per essere bolliti e conditi con il sugo con un tempo di cottura tra i 14 e i 16 minuti.

- SUPERFINI: ( Carnaroli,Arborio) ideali per risotti con cottura che va dai 16 ai 20 minuti.

- PARBOILED ed INTEGRALI: adatti per minestre ma con cottura superiore ai 20 minuti.

Qualsiasi sia il riso che acquistiamo è bene controllare che i chicchi siano uniformi sia nell'aspetto che nel colore, perchè se così non fosse rivelerebbe problemi durante la coltivazione.
Quindi occhi ben aperti !!!

lunedì 14 gennaio 2013

CURIOSITA'

La pasta "arrubbata" o comunemente conosciuta  come "pasta mista" o "misto corto", a Napoli veniva così definita poichè si solevano mettere insieme i resti di tutti i tipi di pasta. 
Era un modo per riciclare e non buttare via niente. Al giorno d'oggi invece già si acquista pronta.
E' un formato che si presta per tutti i tipi di minestre e legumi.