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martedì 7 maggio 2013

Frutti di stagione:LE FRAGOLE

Oggi cari amici voglio parlarvi di un frutto facilmente reperibile in questo periodo che adoro, le Fragole.
La fragola (Fragaria vesca) è un frutto originario delle zone alpine europee, dell'America del nord e del sud. I romani la apprezzavano particolarmente e grazie al suo profumo intenso la chiamarono fragrans. Venivano consumate specialmente nel periodo delle festività in onore di Adone; secondo la leggenda, infatti, alla morte di Adone, Venere pianse lacrime che, cadute a terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi (le fragole). Le fragole coltivate fino al diciottesimo secolo provenivano da specie europee o nordamericane; in seguito però si creò un ibrido con specie provenienti dal Sudamerica, da cui hanno origine tutte le varietà attualmente coltivate. Attualmente la produzione mondiale di fragole è di circa 3,5 milioni di tonnellate; l'Italia, con 190.000 tonnellate, è uno dei principali produttori.


Le fragole sono frutti molto graditi, per forma, profumo e sapore. Oltre a essere consumate fresche, sono utilizzate anche per la preparazione di creme, confetture, marmellate, sciroppi, sorbetti e succhi. Sono reperibili da aprile a giugno; le prime a comparire sono le cosiddette fragoline di bosco. Spesso non si tratta di frutti realmente di bosco, ma di fragole coltivate in serra. In ogni caso non ci sono differenze nutritive fra fragoline di bosco e fragole. Le fragole possono provocare fenomeni di allergia e pruriti, specialmente se si consumano frutti non completamente maturi. Prima del consumo vanno lavate attentamente, anche perché crescono a contatto con il terreno e possono perciò trattenere microrganismi e antiparassitari. 

                                                 Le fragole nell'orto
La presenza delle fragole negli orti amatoriali è abbastanza comune; uno dei motivi è sicuramente da ascriversi al fatto che esistono così tante cultivar di questa pianta che la sua coltivazione non richiede situazioni climatiche particolari. In linea generale, le fragole amano climi freschi e ventilati. Da un punto di vista colturale si possono distinguere fragole estive (la cui raccolta avviene nel trimestre maggio-luglio) e fragole rifiorenti (le rifiorenti sono quelle piante che possono fruttificare a più riprese fino a quando il clima non si fa più rigido; generalmente si raccolgono da maggio fino a ottobre). Fra le diverse varietà estive si ricordano la Gorella, la Noble, la Regina di Verona, la Belrubi, la Pocahontas, la Redgauntlet e la Senga sengana; tra le varietà rifiorenti troviamo invece l'Abbondanza e la Florika. Anche riguardo al tipo di terreno, la fragola mostra una certa adattabilità, predilige però i terreni fertili, sciolti e con un buon drenaggio; il pH ideale oscilla tra 6 e 6,5, ma non ha particolare problemi nemmeno se coltivata in terreni neutri o lievemente alcalini.La parte di terreno destinata alla coltivazione delle fragole deve essere preparata alcuni mesi prima della semina (preferibilmente nell'autunno precedente la semina); tale preparazione consiste sostanzialmente nella fertilizzazione per la quale ci si avvarrà di stallatico maturo (3 kg circa per ogni metro quadrato di terreno).La riproduzione delle fragole per seme non è agevole, quindi è preferibile iniziare la coltivazione con delle piantine da acquistare nei negozi specializzati o in un vivaio. Le piantine devono essere interrate in file tra loro distanti circa 70 cm; la distanza sulla fila fra pianta e pianta dovrà essere di circa 25 cm. L'impianto delle fragole dovrebbe essere effettuato in agosto; in tal modo saranno sviluppate quanto basta da affrontare il freddo invernale ed essere pronte alla fruttificazione nel mese di maggio.Non è necessario effettuare concimazioni durante il periodo vegetativo se il terreno è stato ben preparato in precedenza, tuttavia, chi desidera comunque integrare, può distribuire, nel mese di gennaio, del solfato di potassio in ragione di circa 15 g per metro quadrato di terreno. Altre integrazioni possibili da effettuarsi periodicamente sono quelle con concimi chimici a base di fosforo e potassio oppure con cenere di legna. Chi ha scelto di coltivare le fragoline di bosco può effettuare, ogni quindici giorni, a partire dal momento in cui spuntano i fiori, fertilizzazioni con prodotti liquidi per pomodori.Oltre alla concimazione vi sono altre lavorazioni da effettuare al fine di garantire un ottimo sviluppo delle fragole, ci riferiamo in particolar modo alla pacciamatura che, oltre a proteggere le fragole da eventuali gelate tardive, servirà a ridurre la crescita delle infestanti (che man mano che passa il tempo vanno sempre rimosse) e a mantenere umido il terreno.Per quanto concerne l'irrigazione, è noto che le fragole siano piante con un notevole fabbisogno idrico; per uno sviluppo ottimale è bene evitare loro qualsiasi stress idrico, sia durante la fase della fioritura sia durante quelle di maturazione e raccolta. Quanto alla metodica di irrigazione, è consigliabile evitare quella a pioggia in quanto può favorire l'insorgenza di patologie fungine; si ricorra piuttosto a un'irrigazione a giorni alterni attraverso una manichetta forata da posizionarsi sotto la pacciamatura, badando bene di evitare ristagni idrici.La raccolta delle fragole si effettua da maggio ad agosto; chi ha effettuato le coltivazioni in coltura protetta riesce generalmente a effettuare la raccolta con un certo anticipo. Certe varietà consentono, come detto, più raccolti. Le fragole vanno raccolte a mano staccandole dal peduncolo. Come nel caso di altre piante, anche le fragole sono soggette a varie avversità. Le fragole coltivate, tra l'altro, sono più soggette agli attacchi parassitari di quanto non lo siano quelle selvatiche. Tra le patologie più importanti che possono interessare le fragole vi sono la muffa grigia, l'antracnosi e il mal bianco. Tra i parassiti i più comuni si ricordano gli acari e gli afidi.

mercoledì 1 maggio 2013

POLPETIELLI AFFOGATI

Chissà perchè il problema , o sarebbe meglio dire  l'interrogativo  che molte di noi si pongono ogni giorno è : Che cosa preparerò oggi da mangiare? 
A dire il vero in casa mia questa domanda la pongo subito dopo cena (per anticipare i tempi)  a mio marito, che puntualmente mi risponde :- Mah , per me non c'è problema, quello che vuoi tu! - Quello che voglio ioooooooo??? Secondo me però non ha le idee tanto chiare, perchè appena propongo qualcosa odo un :- No, questo l'ho mangiato la settimana scorsa; quest'altro no, non mi va proprio! Ma allora che te lo chiedo a fare ? 
Su una cosa non mi dice mai di no , se servo in tavola piatti a base di pesce o frutti di mare , da buon napoletano...un modo per poterlo non prendere per la gola, ma per ricattarlo hihihihihi.
Questa in particolare è una delle ricette che più gradisce, poichè riaffiorano nella sua mente i ricordi di quando a preparargliela era la nonna Elvira, secondo la sua vecchia ricetta.
Immagino anche io allora la scena : lui che giocava con i soldatini alla guerra, fuori all'immenso terrazzo di casa , che aveva una vista mozzafiato sul Golfo, con una leggera brezza che spirava dal mare e una buganvillea in fiore che incorniciava la scena ; la nonna invece indaffarata in cucina , pronta ad esaudire ogni desiderio da parte del nipote prediletto.
Forse i miei polpetielli non saranno uguali a quelli della nonna, ma io ho cercato di estrapolare dalle sue mani tutta la saggezza , il sapere e  i segreti dei suoi 100 anni.



- Difficoltà : media
- Tempo : 2 ore circa
- Costo : € 12 circa

- Ingredienti per 6 persone :
1,5 kg di polipetti veraci
60 g di olio extravergine di oliva
2 spicchi di aglio
1 l di sugo
sale
peperoncino
200 g di olive nere di Gaeta 


- Preparazione :
Per prima cosa pulite e lavate il pesce (a Napoli preferiscono i polipetti poichè anche se un pò più grandi e con 2 file di ventose su ogni tentacolo, sono più profumati di quelli che ne hanno invece una sola e sono detti "sinischi"). 
Preferibilmente in  un tegame di terraccotta , ma per chi non dovesse averlo va bene ugualmente una pentola, versate l'olio e i due spicchi di aglio e il peperoncino. Lasciate imbiondire il tutto e versate all'interno il sugo. Salate , coprite  e fate cuocere a fiamma bassa per circa 3/4 d'ora. 
Trascorso tale tempo versate i polipetti e fateli cuocere a fiamma media per altri 40 minuti ( ricordate che il pesce non richiede lunghe cotture); a questo punto versate le oliva nere di Gaeta e fate andare per altri 7 minuti. Alla fine  dovreste ottenere un sughetto denso, scuro e lucido. 
D'inverno è carino utilizzare al posto dei classici piatti da portata i tegamini in terracotta , accompagnando il tutto con dei crostini di pane .

- Occorrente :
Tegame in terracotta.






martedì 30 aprile 2013

Ancora un altro premio...




Ed ecco che inaspettatamente, a distanza di pochissimi giorni ho ricevuto un altro premio. Ringrazio di cuore Lory che mi ha premiato e invito tutte a visitare il suo blog www.bazzicandoincucina.blogspot.it 

La regola principale di questo premio e donarlo ad altri 15 blog con meno di 200 follower non è la cosa più semplice del mondo ma ci proveremo,ecco quindi l'elenco di blog che premio:

1- persempremamma
2- piccolepolpettecrescono
3- juliaysusrecetas
4- ildecoupagediantonella
5- musicalvecchimerletti
6- creativandoilmioblog
7- zuccheramente
8- cocinandoenmarte
9- antoportalerecensioni
10- buonappetitoolanda
11- palvientretodoloqueentre
12- viviincucina
13- lauratralenuvole
14- novedadesdecartelera
15- abaloriosycomplementaslaestrellachata

sabato 27 aprile 2013

LE ZUPPETTE DI PAPA'

A causa di tanti impegni e di un pò di stanchezza, questa settimana ho trascurato un pò il blog , ma eccomi qui pronta a ripartire e alla grande! I dolci mi danno sempre quella marcia in più ed  oggi voglio deliziarvi con un bel dolcino degustato lo scorso 25 Aprile . Il titolo ha una sua musicalità , ma non deve trarvi in inganno poichè a preparare le zuppette non è il mio papà     "Oh per carità" , ma io, solo che sono dedicate a lui in quanto uno dei suoi dolci preferiti.
No, non lo immagino proprio mio padre ai fornelli , è contro ogni probabilità, lo diceva  la sua mamma e anche la mia... Papà ai fornelli equivale ad una chiamata al 115(ovvero ai pompieri) dopo un solo minuto alla sua entrata in cucina. Due sole cose riesce a fare : il caffè ( da buon napoletano) e gli spaghetti con il limone. Quest'ultima è una sua specialità, che magari vi posterò anche perchè incuriosisce , e che è solito preparare quando rimane magari una giornata da solo a casa (fortunatamente succede molto di rado). 
Descrivervi la scena è una vera macchietta ; mia madre entra dalla porta della cucina e incomincia a scrutare il pavimento controluce, osserva molto attentamente tipo Sherlock Holmes, poi si avvicina al lavandino , osserva attentamente i fornelli , apre lo scolapiatti , e tutto d'un fiato , rivolgendosi a papà che nella poltrona è diventato piccino picciò gli dice :- Ti sei cucinato gli spaghetti con il limone ?! Io lo sapevo (Beh il tono è un pò di rimprovero visto che lei gli prepara sempre il pranzo, quando sa che resta fuori )!!!
Poverino lui cerca di negare l'evidenza, ma le macchie parlano chiaro, è colpevole !!! Per fortuna però che mia madre non viaggia mai senza mio padre, altrimenti  si salvi chi puòòòòòòò!!!!!!!!
Ma il bello forse è proprio questo, ognuno riesce in qualcosa , e per lui la cucina è off limits !!!!


- Difficoltà : media
- Tempo : 2 ore
- Costo : € 6 circa


- Ingredienti per 20 zuppette :
- Per la sfoglia:
500 g di pasta sfoglia
oppure 2 confezioni di sfoglia già cotta

-Per il Pan di Spagna :
3 uova
150 g di farina tipo "00"
150 g di zucchero
1/2 bustina di lievito secco per dolci

- Per la crema :
1/2 l di latte
2 uova 
150 g di zucchero
75 g di farina tipo "00"
1 bustina vanillina
la buccia grattugiata di un limone

-Per la bagna :
250 g di acqua 
150 g di zucchero
1/2 bicchiere di liquore Strega


- Procedimento :
-Per il Pan di Spagna :
Io lo preparo sempre il giorno prima, in modo tale da poterlo tagliare senza rischiare di romperlo.
In un robot da cucina o semplicemente con un frullino tradizionale sbattete le uova, con la farina setacciata e lo zucchero , fino a quando il composto non presenterà delle bolle in superficie. A questo punto lasciatelo riposare tanti minuti quanto quelli che lo avete impastato. Trascorso questo lasso di tempo aggiungete il lievito e una mezza tazzina di acqua e amalgamatelo bene.
Versatelo in una teglia imburrata ed inforno a 150° se il forno è ventilato, 170° se il vostro forno è statico , per circa 30 / 40 minuti.
Appena è pronto sfornatelo e lasciatelo raffreddare fuori dal forno.

- Per la sfoglia :
Ci sono due opzioni: la prima è quella di comprare quella già cotta , facilmente rintracciabile nei supermercati, che dovrete solo tagliare e farcire; la seconda è di cuocere voi le sfoglie.
per queste ultime basterà stendere la sfoglia sottile e tagliare tutti rettangoli della stessa misura, 8 cm x 5 cm (volendo potrete cambiare le misure a vostro gradimento), praticate con un coltello delle piccole incisioni, poichè sfoglieranno ma non faranno l'effetto palloncino, ed infornatele a 160 ° forno ventilato, se statico 180° per 15 /20 minuti. Sforatele e lasciatele raffreddare.

- Per la crema :
Mettete in una pentola la farina, la vanillina  e lo zucchero e mescolateli. Unite le uova e con l'aiuto di una frusta o di un frullino, come preferite, sbattete il composto. A parte in un pentolino mettete a bollire il latte con le bucce di limone che poi toglierete . Quando sarà pronto verserete il tutto nella pentola, avendo l'accortezza di continuare a rimestare, onde evitare grumi. Rimettete il tutto sul fuoco ancora per qualche minuto, affinchè la crema non inizi a bollire e ad addensarsi. Quando è pronta lasciatela raffreddare.

- Per la bagna :
Scaldate l'acqua e fatevi sciogliere lo zucchero. Quando si sarà raffreddata unitevi la Strega e mescolate.

- Assemblaggio :
Prendete una sfoglia , spalmatevi della crema. Adagiatevi il Pan di Spagna tagliato e bagnatelo con la bagna. Ricoprite il tutto con un altro rettangolo di pasta sfoglia, la cui parte sottostante sarà stata spalmata anche essa di crema. Spolverate con dello zucchero a velo

- Occorrente :
Teglia 22 cm di diametro per il Pan di Spagna , cartaforno







venerdì 26 aprile 2013

Secondo Liebster Award


Ringrazio di cuore il blog "persempremamma" per aver pensato anche a me nell'assegnazione del premio e vi invito a visitarlo. Come ben sapete questi riconoscimenti tra blog sono un fantastico modo per conoscersi e conoscere meglio anche le persone che si celano dietro la tastiera e quindi passo con estremo piacere al riassunto delle regole da seguire per aver pienamente diritto al premio.

RINGRAZIARE IL BLOG CHE TI HA ASSEGNATO IL PREMIO
SCRIVERE 11 COSE SU DI SE
RISPONDERE ALLE 11 DOMANDE 
PREMIARE 11 BLOG CON MENO DI 200 FOLLOWER

ECCO LE 11 COSE SU DI ME:
1- Mi piace decorare torte con la pasta di zucchero
2- Non guardo molta tv
3- Adoro l'estate
4- Mi piace scrivere
5- Non sopporto l'arroganza e la presunzione altrui
6- Sono schietta e sincera
7- Amo condurre una vita semplice
8- Sono sposata da 8 anni
9- Ho una magnifica peste di 4 anni
10- Sono una maniaca della spesa
11- Odio i rimandi

RISPONDO ALLE 11 DOMANDE PROPOSTE:
1- Qual'è il tuo piatto preferito? Le patatine fritte
2- Mare o montagna? Entrambi purché con la mia famiglia
3- Truccata o struccata di solito? Struccata
4- La colonna sonora della tua storia d'amore? La cura di Franco Battiato
5- Se fossi un quadro saresti? Ninfee bianche di Monet
6- Quali colori rappresentano la tua vita? Giallo come il sole,Rosso come la passione  e Verde come la speranza
7- Il primo numero che ti viene in mente ora? 17
8- Se potessi cambiare lavoro faresti? L'insegnante
9- Hai realizzato i tuoi sogni di bambina? Alcuni si, altri li sto realizzando,altri ancora li realizzerò
10- Cos'è per te la felicità? Vivere in armonia con se stessa e con gli altri
11- Vivere di rimpianti o di rimorsi? Semplicemente vivere per vivere

ECCO LE MIE 11 DOMANDE PER I BLOG CHE PREMIERO':
1- Vivere in Città o in Campagna?
2- La tua canzone preferita?
3- Il film che ti piace di più?
4- Carne o pesce?
5- Una tua passione?
6- Meglio un giorno da leoni o cento da pecora?
7- The o caffè?
8- Qual'è la vacanza dei tuoi sogni?
9- Qual'era il tuo cartone animato preferito?
10- Il tuo libro preferito?
11- Il protagonista di quale romanzo vorresti essere?

ECCO I BLOG CHE PREMIO:
1- novedadesdecartelera
2- lauratralenuvole
3- viviincucina
4- palvientretodoloqueentre
5- abalariosycomplementoslaestrellachata
6- buonappetitoolanda
7- bazzicandoincucina
8- antoportalerecensioni
9- cocinandoenmarte
10- lemargheritine
11- zuccheramente










domenica 21 aprile 2013

TARALLI SUGNA E PEPE

Proprio l'altro giorno, insieme ai taralli di nonna Ida ho deciso di provare per la prima volta quelli che realmente a Napoli definiscono taralli. Eh si , il papà ed il marito , entrambi napoletani, ci tengono a queste precisazioni, altrimenti secondo loro perdiamo le tradizioni...mah . Comunque a richiesta di tutti ho realizzato questi taralli, che in commercio possiamo trovare in due diverse forme : la classica ( quella tondeggiante tipica appunto dei taralli) , oppure a bastoncini intrecciati, decorati con le mandorle.
Devo proprio dire che sono state superate tutte le mie aspettative e che in men che non si dica, non ne è rimasta neanche una briciola. Puff !!! Tutto sparito , polverizzato...direi che vista la reazione, il risultato è piaciuto!!!!



- Difficoltà : media
- Tempo : 3 ore circa
- Costo : € 5

- Ingredienti :
1 Kg di farina tipo "00"
300 g di sugna
250 g di mandorle
1 cucchiaio di sale fino
10 g di lievito di birra 
pepe                                                                                
acqua 

- Preparazione :
La sera precedente prendete 200 g di farina , a cui aggiungerete il lievito disciolto in acqua tiepida ed impastate fino ad ottenere un composto "molliccio".
Lasciatelo riposare per tutta la notte e al mattino seguente aggiungete i restanti 800 g di farina, la sugna, il sale disciolto in un pò di acqua, metà delle mandorle e abbondante pepe nero.
Impastate aggiungendo all'occorrenza un pò di acqua, fino a quando non otterrete un composto liscio ed omogeneo. Adesso ricavate circa 40 taralli ( tutto dipende dalla grandezza in cui desiderate realizzarli) , poneteli sulle teglie, decorateli con le restanti mandorle  e lasciateli lievitare per 2 ore circa.
Trascorso tale tempo infornateli o nel forno a legna o in quello tradizionale della cucina a 200° per circa un'oretta ( quando acquisteranno un bel colore bruno sono pronti), appena sfornati risulteranno morbidi, ma quando si raffredderanno acquisteranno la loro tipica friabilità.

venerdì 19 aprile 2013

I TARALLI DI NONNA IDA

La primavera sembra proprio arrivata: le giornate sono piacevolmente soleggiate, le persone sembrano rinate... e noi donne della mia famiglia , diventiamo più laboriose delle formiche. Sì , perché altro che pulizie di primavere e cose del genere , sembriamo delle vere e proprie formiche che laboriose , tutto il giorno corrono avanti e indietro per darsi da fare... Proprio l'altro giorno con la mia mamma ( Ida) e le sue sorelle , ci siamo date un gran da fare per preparare i taralli tipici della mia zona. Ogni regione ha i propri, che si presentano chi con il finocchietto selvatico  e chi senza, chi con l'olio di oliva....e così via.  Noi li abbiamo preparati in due diverse versioni, ma oggi ve ne illustrerò una soltanto, per la prossima dovrete attendere il prossimo post. 
La ricetta è quella che utilizzava la mia nonna, che a sua volta utilizzava sua madre e la madre di quest'ultima...beh in parole povere è quella che ci tramandiamo di generazione in generazione. Logicamente non potevamo farne un chilo, ma nemmeno 2  o 3 , ma bensì 13 ( non spaventatevi perchè sono stati divisi in più famiglie) e la cosa più bella è stato l'immergersi in un'ambientazione che aveva un gusto retrò , d'altri tempi...il forno alegna acceso, tante donnine insieme che impastavano , la fragranza del biscotto appena sfornato, ed un monellino ( il mio ) che ogni tanto correva avanti e indietro per sgranocchiarne uno...Profumi di terra , di sole, di casa, sapori di un tempo che furono e che ritornano....

- Difficoltà : media
- Tempo : 3 ore circa
- Costo : € 10


- Ingredienti per 5 kg di biscotti : 
5 kg di farina tipo "00"
1 l di olio extravergine di oliva
1 cubetto di lievito di birra
5 cucchiai da cucina di sale fino
50 g di semi di finocchietto selvatico
acqua q.b



- Preparazione :
La sera prima della realizzazione dei biscotti prendete 1 kg di farina e setacciatelo in una grande terrina. Sciogliete il cubetto di lievito di birra in acqua tiepida ( che non superi mai i 38° ) unitelo alla farina ed impastate, aggiungendo poco per volta altra acqua, fino ad avere un composto molliccio. Lasciate lievitare per una notte intera.
Al mattino aggiungete i restanti 4 kg di farina, il sale disciolto nell'acqua, l'olio di oliva , i semi di finocchietto , e ancora tanta acqua fino a che non otterrete un omogeneo  e morbido insieme. 
Lasciate riposare l'impasto per circa 15 / 30 minuti; trascorso tale tempo prendete un pò di pasta, allungatela per assottigliarla , schiacciatela leggermente con le dita , fatela roteare su se stessa e chiudetela, ottenendo la forma del classico tarallo.
Adesso dovete sbollentarli: basta riempire una pentola con dell'acqua e portarla al punto di ebollizione. E' cosa importantissima abbassare la fiamma al minimo ( infatti l'acqua non dovrà mai bollire e se così fosse potreste aggiungerci dell'acqua fredda poco per volta) e buttarvi dentro parte dei biscotti, circa 15 per volta. In un paio di minuti affioreranno in superficie, allora li scolate e li poggerete su un panno di cotone. Quando saranno freddi li sistemerete nelle teglie uno acanto all'altro, li spennellerete con della semplice acqua del rubinetto e li infornerete per circa un'oretta. 
Sia per il forno a legno che per quello delle nostre classiche cucine la temperatura si aggira sui 200° , quello che cambiano sono i tempi di cottura.